venerdì 12 aprile 2013

SVIZZERA: "Oggi noi ci possiamo permettere di comportarci in modo poco ecologico ...Portiamo il prezzo della benzina a 5 franchi (4€ circa) e le cose cambieranno"

SVIZZERA: presidente di Economiesuisse, la confindustria elvetica, Rudolph Wehrli"Oggi- sostiene Wehrli -noi ci possiamo permettere di comportarci in modo poco ecologico, perché è conveniente. Portiamo il prezzo della benzina a 5 franchi e le cose cambieranno"

http://www.repubblica.it/economia/2013/04/11/news/la_svizzera_contro_le_auto_benzina_a_4_euro_al_litro-56403073/

La Svizzera contro le auto
Benzina a 4 euro al litro

La proposta del presidente di Economiesuisse, la confindustria elvetica, Rudolph Wehrli punta a far diventare l'auto un bene di lusso. Il governo ha già portato il bollo per circolare in autostrada da 40 a 100 franchi l'anno (circa 80 euro)

di FRANCO ZANTONELLI
ZURIGO - "Il prezzo della benzina a 5 franchi, per indurre gli svizzeri a comportamenti più ecologici". Il che vuol dire 4 euro tondi, ovvero circa tre volte quello che costa oggi, sia che si parli di carburante senza piombo che di gasolio. La proposta, che nella Confederazione sta, già, suscitando un vespaio di polemiche, non viene da un acceso ambientalista, bensì dal presidente di Economiesuisse, la confindustria elvetica, Rudolph Wehrli. Secondo il quale, attualmente, in Svizzera, il costo della mobilità, pubblica e privata, è troppo basso. "Oggi- sostiene Wehrli -noi ci possiamo permettere di comportarci in modo poco ecologico, perché è conveniente. Portiamo il prezzo della benzina a 5 franchi e le cose cambieranno". La tesi del presidente dell'associazione degli industriali svizzeri è che "il traffico stradale deve essere in grado di pagare i propri costi". "Sembra che Wehrli si sia piegato alle logiche dei Verdi più estremisti", ha commentato Hans-Ulrich Bigler, direttore dell'Unione Svizzera delle Arti e Mestieri, l'associazione cui fanno capo le piccole e medie imprese elvetiche.

In realtà, con la sua proposta, il presidente di Economisuisse non è, per nulla, uscito di senno. Toni Gunziger, ingegnere elettronico e rinomato docente al Politecnico federale di Zurigo va, decisamente, più in là, sostenendo che "guidare un'auto dovrebbe essere un lusso assoluto" e che "il prezzo della benzina dovrebbe 
aggirarsi tra i 10 ed i 12 franchi". Sia le riflessioni di Gunziger che quelle di Wehrli vanno ricondotte al piano strategico per l'energia che, entro il prossimo anno, la Ministra delle Finanze, Eveline Widmer-Schlumpf, dovrà presentare ai propri colleghi di Governo, per rendere sostenibile l'uscita dal nucleare, decisa dalla Confederazione, a partire dal 2034. Già l'anno scorso, quindi in anticipo sul presidente di Economisuisse, la signora Widmer-Schlumpf, nell'ambito di una serie di misure, ritenute inevitabili, aveva preannunciato l'aumento del prezzo della benzina, fino a 5 franchi.

Nel frattempo il Governo ha, già, più che raddoppiato, portandolo da 40 a 100 franchi all'anno, quindi a 80 euro, il prezzo del contrassegno che si deve esporre sull'auto, se si viaggia in autostrada. Contemporaneamente, altro segnale che sta ad indicare una decisa tendenza a disincentivare il traffico motorizzato, la galleria autostradale del San Gottardo verrà chiusa per 5 anni, dal 2020 al 2025, per lavori di ristrutturazione, senza che la proposta di realizzare un tunnel alternativo, sia stata presa, seriamente, in considerazione. La Svizzera, insomma, nelle cui città sta avendo un grande successo il Car Sharing, dove si stanno costruendo quartieri pilota, con il minimo dei posteggi, per incentivare l'uso dei mezzi pubblici, sembra intenzionata ad affrancarsi, oltre che dalla dipendenza dal nucleare, anche da quella dall'auto. Il cui mercato, peraltro, è uno dei pochi che tira ancora, in Europa. Sicuramente sono gli ultimi fuochi. Come pure finiranno per esserlo le code, a Ponte Chiasso e dintorni, dei molti automobilisti italiani, abituati a fare il pieno a buon mercato, nelle stazioni di servizio svizzere.
(11 aprile 2013)


martedì 29 gennaio 2013

A volte le Buone notizie sono 'mascherate' da Cattive notizie.....


Gli italiani non fanno più il pieno
Il fisco rischia di rimetterci miliardi

Il prezzo per litro di benzina in Italia supera la media europea di 25,4 centesimi, di cui 23,1 centesimi sono dovuti a un maggior carico fiscale

Gli italiani consumano
meno benzina: -10,5% in un anno
Lo Stato rischia di veder sparire
circa 2,6 miliardi di tasse
SANDRA RICCIO
MILANO
I prezzi del carburante sono troppo alti per colpa delle accise e così lo Stato incassa molto meno dalla vendita di benzina e gasolio. Un boomerang che nel solo mese di dicembre è costato al Fisco quasi il 10% di entrate.  

Nei trenta giorni esaminati, il gettito relativo a questa particolare voce, è infatti rimasto indietro del 7,2%. Il calcolo dei soldi che mancano all’appello lo ha fatto il Centro Studi Promotor (Csp) che ha già lanciato l’allarme sull’intero 2013: di questo passo lo Stato rischia di veder sparire circa 2,6 miliardi di tasse. Basta che nei prossimi 12 mesi il trend prosegua sugli stessi livelli di dicembre. La colpa, sottolinea il Centro Studi, è del cosìddetto effetto Laffer, «cioè il calo del gettito a fronte di una tassazione eccessivamente elevata».  

Ma il portafogli degli automobilisti, si sa, è già parecchio bersagliato da balzelli vari e rincari continui. Solo nelle ultime settimane sono scattati aumenti in autostrada, aumenti delle multe e dell’Rc Auto. Già l’anno scorso molte famiglie avevano messo un freno alla spesa alla pompa. Dal bilancio dell’ultimo anno emerge infatti che i consumi di benzina e gasolio in Italia sono calati del 10,5%. Ma lasciare l’auto in garage non è bastato. Dai dati elaborati dal Csp risulta infatti che la spesa complessiva è salita a 67,4 miliardi con una crescita del 4,7% proprio per effetto delle tasse più alte.  

Dove sono andati questi soldi? L’Erario ha incassato 36,5 miliardi di euro (il 12,4% in più dell’anno prima) mentre i restanti 30,9 miliardi li ha intascati l’industria petrolifera e i distributori che però lamentano un calo di introiti del 3%. «Dunque l’Erario - sottolinea il Csp - finora è stato l’unico soggetto a trarre vantaggio dall’attuale situazione dei consumi e dei prezzi di benzina e gasolio. Per ora, infatti, l’effetto Laffer ha interessato solo il mese di dicembre e non ha quindi compromesso il bilancio dell’annata per l’Erario, ma potrebbe comprometterlo seriamente nel 2013».  

Il calo a dicembre delle entrate per lo Stato è «l’ennesima conferma di una nefasta gestione di tutto ciò che riguarda l’automotive adottata in particolare dall’ultimo Governo» rincara la dose Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di autovetture. «Ai 2,6 miliardi che rischiano di mancare all’appello come conseguenza del calo del gettito dai carburanti, si aggiungono - precisa il presidente Filippo Pavan Bernacchi - i 3 miliardi di euro di mancati introiti per lo Stato nel 2012 (tra Iva e tasse varie) perché gli italiani non comprano più autoveicoli». 

Intanto il peso delle tasse si calcola al distributore. «Se consideriamo i dati al 1° dicembre per la benzina il prezzo italiano supera quello medio europeo di 25,4 centesimi. Questa differenza è dovuta per 23,1 centesimi a un maggior carico fiscale e per 2,3 centesimi a un maggior prezzo industriale. Per il gasolio il maggior prezzo alla pompa in Italia è di 26,3 centesimi, 24,4 centesimi di maggiori imposte, 1,9 centesimi di maggior prezzo industriale» spiega Promotor.

martedì 15 gennaio 2013

Troppe spese, Treviso spegne le luci Dalla Torre Civica alle mura, tutto al buio dalle 2. L'obiettivo è quello di risparmiare 150 mila euro all'anno


Troppe spese, Treviso spegne le luci

Dalla Torre Civica alle mura, tutto al buio dalle 2. L'obiettivo è quello di risparmiare 150 mila euro all'anno

TREVISO – Via la luce dalla Torre Civica, dalle mura, dalle sponde del Sile e dei rii del centro storico: il Comune di Treviso lancia una serie di interventi per ridurre la spesa dell'illuminazione pubblica. Il provvedimento più d'impatto sarà quello delle luci scenografiche che illuminano monumenti e attrazioni: attualmente rimangono accese tutta la notte, ma a breve si spegneranno alle due. Il tempo di qualche settimana, per far passare le pratiche negli uffici e poi il piano di diminuzione dei costi sarà operativo, con l'obiettivo di risparmiare fino a 150 mila euro l'anno su una spesa complessiva per le casse municipali di un milione e 205 mila euro.
Verranno parzialmente spente le lampade degli impianti nelle lottizzazioni non ancora edificate o nei parcheggi; gli impianti cittadini verranno configurati per accendersi dieci minuti più tardi e per essere spenti dieci minuti prima in inverno e venti minuti prima in estate (solo così si prevede di risparmiare 40 mila euro l'anno); continua l'installazione di riduttori di flusso, orologi astronomici e la sostituzione delle luci al mercurio con led.
E poi le luci scenografiche: il Comune calcola di risparmiare 16.100 euro l'anno togliendo l'illuminazione lì dove non ha utilità, ma valorizza i gioielli cittadini. «Sono tutti interventi sperimentali valutati in accordo con la polizia locale, se ci saranno problemi di ordine pubblico dovuti alla riduzione della luce ripristineremo il sistema precedente» sottolinea l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Basso. Per arrivare all'obiettivo dei 150 mila euro di risparmi il Comune dovrà investire 261 mila euro: nel giro di un paio d'anni l'amministrazione conta però di ammortizzare la spesa.


http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2013/14-gennaio-2013/troppe-spese-treviso-spegne-luci-2113543311853.shtml

mercoledì 31 ottobre 2012

"Chi pianta un albero - dice un detto indiano - pianta una speranza".

INDIA: ci credono davvero. 


Infatti.... "Chi pianta un albero - dice un detto indiano - pianta una speranza".


2007 India, record di nuovi alberi 10 milioni piantati in un giorno su Repubblica.it
[...]"Inoltre la localizzazione dei luoghi dove piantare gli alberi era stata decisa usando la tecnologia satellitare Gps. Attraverso una mappa si potrà verificare il numero dei nuovi alberi. Questo programma di rimboschimento fa parte del progetto "The billion tree Campaign" all' interno del "United Nations Environment Programme"[...]

The Billion Tree Campaign

Si piantano alberi da anni, in india, e la cosa ormai si può già notare dal satellite.
Qualche anno fa li hanno considerati matti da legare. Invece oggi..... dalle varie news sull'argomento, possiamo vedere che non si sbagliavano.



2012 ...India, verranno piantati milioni di alberi su Dailygreen.it


Ed anche in AFRICA non scherzano:
"When we plant trees, we plant the seeds of peace and hope", affermava Wangari Maathai leader dell'organizzazione Green Belt.
http://www.greenbeltmovement.org/


Ho piantato 500.000 alberi - Un bel Libro su unimondo.org